Caso Carfagna: il web non c’entra e le regole ci sono – Guido Scorza – Il Fatto Quotidiano

Il vero pericolo – quello che dovrebbe spaventarci tutti per davvero – è che, qualcuno, a forza di sentire invocare nuove regole per il web, queste regole decida di scriverle sul serio e che, per mettere a tacere qualche idiota e qualche violento, finisca con il mettere un enorme cerotto sulla bocca dei quaranta milioni di italiani educati e pacifici che usano la Rete per comunicare, dialogare e confrontarsi.

viaCaso Carfagna: il web non c’entra e le regole ci sono – Guido Scorza – Il Fatto Quotidiano.

Carl Bernstein: ‘L’Italia è un paese compromesso’ | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog

Era dal un po’ di giorni che volevo leggere l’articolo di cui riporto le due domande/risposte che più mi hanno colpito, e quando dico colpito intendo dire che mi sono sentito come se qualcuno di avesse tirato un pugno in pancia.

Quindi la società passiva è frutto di un sistema malato nel suo complesso?

Certo: l’Italia è un paese che ovviamente è compromesso a livello politico. E’ così da molto tempo e dubito fortemente che potrebbe accadere in qualunque altra democrazia europea a questi livelli. Ora, con Berlusconi, tutto ciò è alla luce del sole: ma è partito anche da prima. Resta comunque il fatto che il nostro lavoro è di raccontare e basta.

Secondo lei l’Italia può ancora considerarsi una delle maggiori democrazie occidentali?

Se io fossi in voi andrei in America, in Francia, in Russia. Chiederei a chi lavora con Obama o Sarkozy di raccontare, off records, come vedono Berlusconi e la sua politica. Almeno vi rendereste conto di cosa pensano. Ci sono pochi leader nel mondo che attirano l’attenzione, e Berlusconi è uno di questi.

Ci rendiamo conto di quando stiamo scivolando in basso? Di quanto male siamo messi?

viaCarl Bernstein: ‘L’Italia è un paese compromesso’ | l’AnteFatto | Il Cannocchiale blog.

La carta di identità elettronica

Su Wired si può leggere un bell’articolo relativo alla carta di identità elettronica. Tra tutto quello che più colpisce è questo:

Intanto, il 2006 passa. E passa anche un pezzo del 2007. Le carte elettroniche restano oggetti da collezione per stupire gli amici. Ma il Ministro degli Interni Giuliano Amato decide di farci un regalo: il costo per il rilascio scende a 20 euro. Uno sconto su un oggetto che non c’è. Roba da Monty Python. Gli italiani neppure se ne accorgono (e come potrebbero?), ma se ne accorgono alla “Innovazione e Progetti”: a quel prezzo produrre le carte non converrà più. O, meglio, per guadagnarci non bisogna sprecare soldi (nostri) nel farle. La “I&P” , che non ha né innovato né prodotto alcunché, evidentemente non è attrezzata per un tale, erculeo compito e viene liquidata su due piedi. Non prima, beninteso, di aver pagato fior di prebende agli amministratori per il lavoro (?) svolto. Quanto alle carte elettroniche, se ne occuperà direttamente il Poligrafico.

e questo:

E arriviamo a oggi. Cioè al punto di partenza. Il decreto “milleproroghe” posticipa  a fine anno il momento in cui la carta elettronica dovrà diventare lo strumento esclusivo per dialogare con la Pubblica Amministrazione. Tra 12 mesi, si accettano scommesse, arriverà un’altra proroga. Poi un’altra. In compenso al Ministero degli Interni sono istituiti tre comitati di esperti che discettano di chip, middleware open source, smart card e varie amenità.
Quanti soldi siano stati buttati tra progetti, consulenze varie, società inutili, spese legali  e quant’altro nessuno lo sa.

Poi si dice che siamo dei disfattisti, ma dal 2001 ad oggi solo sperimentazioni prorogate e una società fondata per fare un lavoro e poi liquidata e noi dovremmo credere al piano di e-Governament 2012?

Caro candidato

I pochissimi lettori di questo blog sanno che sono un sostenitore del software libero e sanno anche che mi farebbe piacere che questo fosse adottato dalle PA ovunque sia possibile. Non sono così sprovveduto per non sapere che in alcuni ambiti non sia possibile usare software libero.
Qualche giorno fa, durante una chiaccherata con Paolo Didonè nella quale dicevo a Paolo che mi avrebbe fatto piacere scrivere una lettera ai candidati alle elezioni europea a proposito del loro impegno riguarda all’uso di standard aperti e software libero e alla disponibilità a spingere verso un innovazione dei sistemi di tele-comunicazione e alle neutralità del mezzo trasmissivo, Paolo mi annunciava che Assoli stava organizzando Carocandidato 2 per le elezioni sarde. La lettera che ASSOLI chiede di sottoscrivere non contiene tutto che mi farebbe piacere i candidati si impegnassero a fare ma è un buon punto di partenza e quindi sottoscriverò la petizione associata alla campagna e invito tutti voi a farlo. Le elezioni sarde sono un test, le Europee sono il grande vero obiettivo.